Colorazione permanente con o senza ammoniaca? 20 Gennaio 2021 – Postato in: Colore

Navigando sul web possiamo trovare innumerevoli articoli, recensioni e sponsorizzazioni riguardo la colorazione permanente con o senza ammoniaca. Bene, da colorista puro, posso serenamente affermare che, buona parte di questi, sono delle stupidate pazzesche!

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire, sia pur in modo grossolano, come avviene il processo di colorazione permanente dei capelli.

Gli elementi fondamentali che entrano in campo sono 3:
– pigmenti e alcalinizzante, che si trovano all’interno del tubo di colore.
perossido di idrogeno (H2O2), comunemente chiamato acqua ossigenata.

Nel momento in cui il perossido di idrogeno viene aggiunto alla pasta colorante si innesca una reazione chimica.
Sostanzialmente l’alcalinizzante apre le cuticole del capello e libera un atomo di ossigeno dalla soluzione H2O2.

Questo permette agli altri elementi di entrare in profondità nel capello e svolgere l’azione di ossido-riduzione dei pigmenti naturali e nel contempo di sviluppare i pigmenti sintetici che regaleranno alla nostra chioma il colore permanente desiderato.
Tutto ciò avviene mediamente in 35 minuti, dove nei primi 10 le sostanze coloranti penetrano nel capello, nei 10 successivi si sviluppa il colore. Nel tempo di posa rimanente, invece si attiva la parte cosmetica, fondamentale per richiudere parzialmente le cuticole e fissare in modo duraturo i pigmenti.

Ebbene l’indispensabile agente alcalino utilizzato nella maggior parte dei casi è proprio la nostra famigerata ammoniaca.
Vediamo di capire le caratteristiche intrinseche di questo elemento e valutare se è davvero il caso di demonizzarlo come spesso avviene.

AMMONIACA

L’ammoniaca ha un PH fortemente basico, che può irritare leggermente le cuti già sensibilizzate, specie nei minuti iniziali. L’odore acre e pungente che l’accompagna hanno reso l’ammoniaca il capro espiatorio di ogni fastidio cutaneo in fase di colorazione, ma siete sicure che sia veramente lei la causa?
Non si deve dimenticare che questo elemento è prodotto naturalmente anche dal nostro corpo e che la sua forte volatilità lo rende dannoso più per le vie respiratorie (quindi per gli operatori) che non per la cute, considerando che vi rimane a contatto un quarto d’ora scarso.

Una colorazione professionale di qualità contiene mediamente dallo 0,5% di ammoniaca, nei colori più scuri, fino ad un 2% nelle nuances più chiare e riesce a fornire le migliori performance sia in copertura del capello bianco, sia nella tenuta del colore stesso.

MONOETANOLAMINA

L’alcalinizzante alternativo all’ammoniaca, per le colorazioni permanenti ad ossidazione, è l’etanolamina (monoetanolamina) o semplicemente MEA, che è dotata di caratteristiche differenti.

Innanzitutto si presenta allo stato liquido, è inodore ed ha un PH meno alcalino, ragione per cui viene considerata meno aggressiva ed erroneamente innocua.
In realtà non è altro che un derivato ammoniacale che lavora più delicatamente, ma in maniera progressiva e costante per tutto il tempo di posa. È inoltre consentita la sua presenza in formula in percentuali molto più elevate ( anche 5 volte di più rispetto all’ammoniaca).

In conclusione non vi dirò se è meglio utilizzare la colorazione permanente con o senza ammoniaca, ma vi invito a scegliere tinture professionali dove la quantità di alcalinizzante sia ridotta e dove anche le altre sostanze fortemente sensibilizzanti siano limitate.

Sì, perché molto frequentemente le vere cause di fastidi ed irritazione cutanee sono da ricercare in altri elementi, ma ne parleremo prossimamente…

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