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Certificazioni

SLS ossia il Sodium Lauryl Sulfate è un tensioattivo, ovvero una sostanza capace di sciogliere sporco e
impurità, al fine di facilitarne la rimozione attraverso il risciacquo con l’acqua. Purtroppo, per la sua azione sgrassante così aggressiva, questo elemento potrebbe eliminare anche ciò che invece è utile a proteggere il nostro cuoio capelluto.

SLES ossia il Sodium Laureth Sulfate è sempre un tensioattivo che contiene alcune molecole derivate dal petrolio.
In base alla quantità presente nel prodotto, la sua capacità sgrassante risulta più o meno elevata e, di conseguenza, più o meno irritante per la nostra pelle.

Esistono molti dubbi e preoccupazioni sui loro effetti. Sicuramente i prodotti SLS e SLES sono sconsigliati per pelle secca o molto sensibile. SLS e SLES rendono temporaneamente basico il pH della pelle, e ciò può essere cause di sensibilizzazioni e irritazioni cutanee.

Attenzione va fatta anche per quanto riguarda i capelli: uno shampoo contenente SLS o SLES non soltanto disidrata il cuoio capelluto, ma crea anche l’effetto contrario a quello desiderato, poiché la cute è portata a produrre più sebo per ricostruire il proprio film lipidico.

I prodotti contenenti SLS e SLES sono generalmente più economici e producono anche molta schiuma,fattori questi che hanno portato ad un loro largo impiego. È bene ricordare però che non è la schiuma il fattore determinante per un efficace lavaggio della cute.

La certificazione FSC è una certificazione internazionale, indipendente e di parte terza, specifica per il settore forestale e i prodotti – legnosi e non legnosi – derivati dalle foreste.
La certificazione FSC è progettata per aiutarti in questo: garantisce infatti che il prodotto con etichetta FSC proviene da una foresta e da una filiera di approvvigionamento gestita in modo responsabile.

Per ottenere la certificazione FSC, è necessario rispettare dieci regole che coprono gli aspetti essenziali della gestione forestale responsabile. Queste regole si applicano in tutto il mondo, attraverso tutti gli ecosistemi e i sistemi culturali, politici e legali, con indicazioni specifiche fornite per l’interpretazione locale.

L’attenzione per la salute non è mai troppa, e anche i cosmetici e i prodotti a contatto con la pelle devono essere certificati e garantiti secondo diverse normative. Una tra le più importanti, vista l’incidenza di allergie cutanee, è la certificazione “nickel tested”. Questa dicitura identifica i prodotti con livelli di contaminazione da nickel al di sotto della soglia stabilita.

Il nickel non è altro che un metallo pesante presente in tutti gli elementi naturali, anche nell’acqua.

Esistono varie norme di regolamentazione della presenza di nickel nei prodotti a contatto con la pelle. Si riferiscono sia al make up che ai gioielli e piercing. Queste normative sono valide per l’Europa e certificano che il livello di rilascio di nickel dei prodotti non sia mai al di sopra dei limiti stabiliti che sono:
0,2 μg/cm2/settimana per gli oggetti da inserire nei lobi o in altre parti perforate del corpo umano
0,5 μg/cm2/settimana per i prodotti destinati ad entrare in contatto diretto e prolungato con la pelle

Spesso nei cosmetici si può trovare la dicitura “nickel free” sull’etichetta, ma è una dicitura errata, in quanto non si può certificare l’assenza totale di nickel da nessun prodotto presente in natura.

I prodotti che riportano sull’etichetta l’informazione nickel tested sono stati invece testati in laboratorio.
Questo garantisce che contengano una percentuale minima di nickel al loro interno. Proprio per questo non dovrebbero essere dannosi anche per chi soffre di SNAS (Sindrome da allergia sistemica al nichel).

Essere rinnovabile, riciclabile e capace di catturare la CO2 dall’atmosfera sono i vantaggi del Polietilene I’m greenTM , il biopolimero sviluppato da Braskem. Ma il suo percorso di sostenibilità inizia nei campi, durante la preparazione del suolo che riceverà i germogli della canna da zucchero, la sua materia prima.

La storia della canna da zucchero in Brasile inizia quasi assieme alla nascita della Nazione stessa. La sua coltivazione era la principale attività economica ed è, oggi, realizzata per il 90% in zone lontane dalla Foresta Amazzonica.

Il Brasile è il maggiore produttore mondiale dello zucchero di canna e il secondo produttore di etanolo, che impegna circa il 50% della produzione totale. Dall’etanolo si ricava l’etilene, componente base del Polietilene.

Il disciplinare per la certificazione dei prodotti vegetariani e vegani è stato sviluppato da ICEA in collaborazione con LAV Lega Anti Vivesazione, che da sempre promuove una campagna di informazione a favore del consumo 100% vegetale.

I prodotti vegani non contengono nessun derivato di origine animale, mentre nel caso dei prodotti vegetariani gli ingredienti a base di latte, uova e miele sono ammessi e devono essere biologici o, in alternativa, provenire da allevamenti che rispettano il benessere degli animali e la loro alimentazione con mangimi privi di OGM.

Non è sempre risaputo che il pane può contenere strutto, il caglio utilizzato per la produzione del formaggio è ottenuto normalmente dall’abomaso di vitello e che per produrre il vino si utilizzano prodotti di origine animale come la caseina, l’albumina e le gelatine animali.

I prodotti certificati VEGETARIANI E VEGANI ICEA garantiscono:
• Rispetto di requisiti di prodotto e processo dettati dal disciplinare;
• Etichette veritiere e verificate che possono rassicurare il consumatore che predilige la dieta vegetariana o vegani;
• Assenza di ingredienti e/o derivati animali per prodotti in cui non è richiesta la loro indicazione in etichetta (come per i coadiuvanti tecnologici e ausiliari di fabbricazione).

Ecocert è un organismo di certificazione e controllo nato in francia nel 1991. Ha sede in 24 nazioni, ma effettua ispezioni in oltre 80 paesi nel mondo. I prodotti soggetti a certificazioni sono derrate alimentari, cosmetici, detersivi e profumi, ma anche prodotti tessili. La certificazione nasce nel 2003 e ad oggi oltre mille aziende hanno certificato i loro prodotti. Inoltre, l’attività svolta da Ecocert è stata riconosciuta in Italia anche dal Ministero dell’Agricoltura e da quello delle Finanze, poiché la sua attività è stata inquadrata dalle autorità pubbliche. Nel campo della certificazione Ecocert, la filiera produttiva è completamente tracciata e gli ingredienti biologici sono separati da quelli non biologici durante il processo produttivo.

Per ottenere l’etichetta “Cosmetici ecologici e biologici” è necessario che i cosmetici:
• Non utilizzino materie prime animali o estratte da animali vivi o morti;
• contengano almeno il 95% degli ingredienti di origine naturale o trasformati secondo processi autorizzati
• Non siano testati su animali
• Contengano almeno il 10% degli ingredienti biologici.
• Abbiano almeno il 95 % delle sostanze vegetali utilizzate di origine biologica. Tuttavia, il restante 5% degli ingredienti viene scrupolosamente controllato. Questo vale per gli ingredienti di tipo minerale, acidi organici, sali e altre materie prime innocue.
• Non utilizzino profumi, conservanti e coloranti organici sintetici.
• Siano sprovvisti di ingredienti come oli minerali e altri prodotti petroliferi, glicole propilenico e altri glicoli, Sls, Sles e altri etossilati;
• Non contengano siliconi e altri ingredienti sintetici e materie prime testate su animali.
• Siano confezionati con materiali riciclabili.
• Non contengano sostanze derivate da MEA, DEA, TEA e OGM
• Non contengano gas vietati

QCertificazioni è uno degli enti più qualificati nel panorama nazionale della certificazione di prodotto, specializzato nella certificazione di prodotti biologici.

Sempre attento alle novità dei mercati e alle esigenze dei clienti, in un contesto in cui sempre più aziende e consumatori sono alla ricerca di prodotti sani e di qualità, certifica anche prodotti in conformità a disciplinari privati come Qualità Vegana, Bio Eco Cosmesi e Bio Eco Detergenza AIAB.

QCertificazioni è l’organismo LEADER in Italia nelle certificazioni di prodotti cosmetici BIO.

Fondato nel 2009, dal 2019 diventa una società del gruppo Bureau Veritas Italia, con cui condivide i valori fondamentali del lavoro: Indipendenza, competenza, imparzialità.

Grazie all’esperienza sul campo maturata in anni di lavoro e a un rapporto continuativo con le aziende, QCertificazioni è in grado di fornire gli strumenti adatti per comunicare i valori etici e di qualità dei prodotti certificati. Assicura un servizio sempre aggiornato e risposte sicure su tutto ciò che concerne l’applicazione delle direttive Nazionali e Comunitarie nel campo del biologico.

È il partner ideale per le aziende che esportano i propri prodotti biologici e che hanno quindi bisogno di un organismo di certificazione in grado di fornire il necessario supporto in tutte le fasi, dalla produzione alla distribuzione. Le competenze del personale di QCertificazioni e i costanti contatti con organismi di certificazione extraeuropei rappresentano un valore aggiunto per coloro che intendono rivolgere il proprio
sguardo ai mercati europei e mondiali.

Lo standard VEGANOK adotta un disciplinare rigidissimo con regole estremamente severe (più severe di qualsiasi altro standard vegan al mondo). Di fatto VEGANOK si pone al di sopra delle tradizionali certificazioni o autocertificazioni perché prevede la somma dei due tipi di procedura. L’azienda si assume la responsabilità penale (con pene che prevedono fino a tre anni di reclusione per frode in commercio nel caso di dichiarazioni false) di auto-dichiarare la conformità al rigido standard VEGANOK. Ma questo non basta, perché l’autorizzazione ad usare sul prodotto tale auto-dichiarazione viene rilasciata solo dopo che il team di VEGANOK ha effettuato rigide e scrupolose procedure di controllo per ogni singolo prodotto che si vuole certificare. VEGANOK è inoltre l’unico standard al mondo che estende il controllo anche al packaging del prodotto. In pratica un prodotto certificato vegan da tutte le altre certificazioni può spesso contenere parti animali (sego bovino nelle plastiche, lanolina negli inchiostri, caseina nelle guarnizioni, collanti animali nei cartoni, ecc), mentre con VEGANOK vengono effettuati controlli anche
relativamente ai materiali usati per la confezione. Anche per questo VEGANOK è lo standard più utilizzato al mondo dalle aziende che vogliono dare REALI GARANZIE ai propri clienti.
IMPORTANTE: Tutti i controlli svolti da VEGANOK sui prodotti per i quali viene richiesta la certificazione, vengono effettuati da professionisti vegan che conoscono approfonditamente ogni aspetto tecnico ed etico della scelta vegan e che con il loro attivismo quotidiano, contribuiscono personalmente alla diffusione della scelta etica vegan in Europa e nel mondo.

L’azienda che decide di aderire allo standard VEGANOK, opera quindi secondo quanto previsto dalla normativa Europea UNI EN ISO 14021 (Etichetta ambientale di tipo II effettuata senza certificazione di terza parte indipendente, da fabbricanti, importatori, distributori, rivenditori) in associazione ai controlli effettuati dalla Società Benefit VEGANOK, licenziataria del marchio VEGANOK è in Italia il più diffuso standard che garantisce al consumatore precise caratteristiche etiche ed ambientali. In particolare garantisce che il singolo prodotto che utilizza il marchio VEGANOK (Asserzione ambientale auto-dichiarata, 3.1.16) obbligatoriamente presente sull’etichetta di ogni prodotto registrato, è conforme al disciplinare VEGANOK (Dichiarazione esplicativa, 3.1.7).

Tale disciplinare è sempre e liberamente consultabile sul sito www.veganok.com

AIAB ha elaborato un documento per la certificazione dei cosmetici Ecobio. Stiamo parlando di quelli recanti l’etichetta Bio Eco Cosmesi AIAB. In realtà, tutti i cosmetici certificati garantiscono l’assenza di materie prime non eco compatibili o non vegetali. Naturalmente, l’attività di certificazione viene affidata ad un ente esterno e indipendente. Il suo compito è attestare la conformità dei prodotti alle caratteristiche AIAB. Nel campo dei cosmetici, scegliere prodotti certificati significa utilizzare cosmetici a basso impatto ambientale. Inoltre, i cosmetici ecobio ci permettono di tutelare la nostra salute, grazie ad ingredienti sani e naturali.

Requisiti certificazione AIAB
Per ottenere la certificazione, i cosmetici non devono essere:
• poco compatibili per la pelle;
• tossici per l’uomo;
• poco eco compatibili;
• di origine sintetica.
Le materie prime dei prodotti devono essere comunicate all’organismo che effettua il controllo.
Successivamente, viene attestata la conformità al disciplinare. Infine, anche i profumi devono essere accompagnati da una dichiarazione del produttore. Solo gli oli essenziali fanno eccezione, perché considerati totalmente naturali.

Ingredienti da evitare per la certificazione AIAB

Gli ingredienti vietati da AIAB sono:
– PEG, PPG derivati. Si tratta ditensioattivi, solubilizzanti, emollienti, solventi, etc.;
– composti etossilati. Rientrano nella categoria tensioattivi, emulsionanti, solubilizzanti, etc.;
– tensioattivi aggressivi. Questi sono considerati poco dermo compatibili;
– sostanze che possono provocare danni ambientali ed ecologici;
– composti che possono dare origine a sostanze cancerogene;
– derivati animali come collagene, sego, placenta, ecc.;
– siliconi e derivati siliconici;
– polimeri acrilici. Parliamo di emulsionanti, modificatori reologici, filmanti, agenti antistatici, etc.;
– conservanti. Ad esempio la formaldeide ed i suoi cessori, tiazolinoni, derivati del fenilmecurio, carbanilidi, borati, fenoli alogenati, cresoli alogenati;
– coloranti di origine sintetica, non presenti in natura;
– derivati dell’alluminio e del silicio di origine sintetica.

Certificazione AIAB: materie prime vegetali e animali
Il metodo di produzione deve essere conforme al Regolamento (CE) 834/2007. Questo vale sia per le materie prime vegetali che per quelle animali. La certificazione AIAB non prevede limitazioni all’utilizzo di materie prime animali, purché conformi al regolamento. Tuttavia, nei prodotti certificati non devono essere utilizzati ingredienti ottenuti da organismi geneticamente modificati. Inoltre, non è ammesso l’utilizzo di filtri solari chimici.